Cambiare vita cambiare tutto

Iniziai così il mio piccolo diario personale che scrissi a 39 anni e che non ho mai pubblicato sulla mia vita personale (senza farla troppo lunga)

cambiare vita, cambiare tutto

Avevo amici a cui ho voluto bene nella mia adolescenza e maturità, ho fatto la vita che ho vissuto, a volte bene e a volte male, nella positività e nella negatività, nella felicità e nella depressione; per via di un genitore alcolista che mi ha dato tanta tristezza e impedito di vivere la mia vita.
Ho vissuto inizialmente sopravvivendo ad una simile situazione degenerativa, poi piano piano ho letto tanti libri di psicologia self-help, giocavo al computer per non pensare alla tristezza che mi avvolgeva in famiglia, una madre meravigliosa che mi è sempre stata vicino e di cui ho amato tanto come figlio, i lavori che ho fatto all’età adolescenziale dopo la terza media fino alla maturità; anni come impiegato ASL nel settore Amministrativo tramite una cooperativa di lavoro, altri anni come portiere di università tramite un’altra cooperativa del lavoro, più alcuni lavoretti in proprio in multi-level marketing oltre alla pratica e alla passione per il computer e internet, e per finire i Blog e siti di e-commerce di lavoro che ho gestito insieme a mio fratello. In definitiva non ho rimpianti nella mia vita, l’ho vissuta con la mia famiglia e quelle poche donne che ho avuto; sono state quelle poche che ho amato con tutto me stesso, anche se non erano quelle giuste.

Il lato negativo della mia vita sui posti di lavoro a chi non piacevo: ho subito angherie, diffamazioni, mobbing, persecuzioni, litigi, scherzi bruttissimi, pettegolezzi pericolosi di cose che non avevo mai fatto, e una serie di altre amenità.
Ho vissuto una vita che mi ha formato nel carattere e che mi ha fatto capire quanta gente stronza esiste intorno a me, quanta gente cattiva e malvagia, quanta gente che si approfitta del prossimo, quante persone pericolose disturbate mentalmente esistono sui posti di lavoro e che cercano rogne col nuovo arrivato; come colleghi attaccabrighe, teste di cazzo quante ne vuoi… Posto di lavoro che vai… Stronzo che trovi.
Ma io i piedi in testa non me li faccio mettere da nessuno, ci litigavo tantissimo, e quando era troppo mi rivolgevo ai direttori, anche se poi il più delle volte subivo ritorsioni di vario tipo: mi allontanavano dalle relazioni sociali con altri colleghi/colleghe, oppure non mi calcolavano proprio sul posto lavorativo (mobbing) non rendendomi partecipe del lavoro. Si, delinquenti erano, ne ho subite di tutti i colori, di tutte le situazioni, di tanta merda intorno a me; finché dovetti andarmene come socio della cooperativa dove mi trovavo perché complottavano i miei capi contro di me concordi a farmi mobbing nella ASL. Cooperativa e ASL contro di me, molti si accorsero (miei colleghi testimoni) di quello che mi stavano facendo.

Anche quando riuscii a trasferirmi in altre ASL (al di fuori di quella di dove lavoravo) telefonavano ai direttori per togliermi il lavoro, per poi ritrovarmi inspiegabilmente senza fare niente con la depressione che mi divorava. Schernito e diffamato mi ritrovai da solo in un altro posto di lavoro, tenendomi all’oscuro di tutto i direttori, magistralmente venivo a poco a poco denigrato dall’Azienda da fonti esterne, ovvero dalla ASL dove ho lavorato e dalla cooperativa dove ero iscritto; è stato un inferno senza fine quello che ho vissuto.

Ad un certo punto ho perso la testa per davvero, cominciai veramente a mettermi contro tutti, afflitto da depressione ed esaurimento nervoso sono diventato un ribelle, ho cominciato a diffamarli e a raccontare a tutti quelli che mi capitavano, tutto quello che ho subito da loro in tanti anni di lavoro; giocandomi così la reputazione nell’Azienda ASL. Ma tanto data l’attuale situazione in cui mi trovavo (schernito, diffamato, emarginato, screditato, con tutte le controprove diffamanti contro di me bén elaborate) dove potevo andare ? – Mi avevano messo con le spalle al muro, ero praticamente finito. Mi sentivo Depresso. Sconfitto. Distrutto. Demoralizzato. Afflitto. Perso nel vuoto della mente inconscia e con un forte esaurimento nervoso, molto rabbioso.

Strano poi, perché inizialmente avevo molti testimoni che sapevano cosa mi stavano facendo, ma dopo (probabilmente minacciati e incitati a metterli contro di me) ho cominciato ad averli tutti addosso, e la cosa che mi dispiace è che all’epoca non pensai a portarmi un registratore tascabile per prelevare delle prove, ma cosa ne sapevo di registratori ?

Alla fine stavo più che altro seduto su una sedia senza fare nulla (oppure mi dicevano: << vatti a fare due passi se vuoi, tanto a noi non servi >>) che facevo ? – Uscivo dall’ufficio, arrivavo all’ora che mi pareva a me la mattina, me ne andavo all’ora che volevo io, non mi consideravano più, persino la direttrice sanitaria del distretto amministrativo passava con i documenti da lavoro dandoli ai miei colleghi tenendomi all’oscuro da tutto, stavo diventando una nullità in balia del tempo; e quando la direttrice di amministrazione gli disse perché si stava comportando in questo modo con me, gli fu risposto: << fatti gli affari tuoi e non t’immischiare >> poi probabilmente l’avranno anche minacciata a non interferire nel difendermi

Cambiando discorso, quando lavorai come portiere di università, avevo dei colleghi che si drogavano, in modo particolare mi rimase impresso quel collega che era indeciso se assumere droga nuova importata da poco in Italia all’aeroporto oppure no, mentre conversava – probabilmente con un informatore di qualche spacciatore che conoscevano loro – decidendo se assumere quella merda oppure no.
Diceva di avere paura sul posto di lavoro a fare uso della roba perché rimaneva nel sangue, e che nelle analisi si sarebbe vista; allora per non destare sospetti disse alla fine – dopo una lunga chiacchierata con quel tizio – (ci stava parlando alle mie spalle in portineria, all’ora di chiusura dell’università) che l’avrebbe provata.
Io non mi sono mai voluto immischiare, facevo il mio lavoro da portiere di università, mi facevo i fatti miei e me ne tornavo a casa mia, ma avevo paura a stare li in quel posto marcio di drogati, non mi facevo portare neanche il caffè; per paura che ci mettevano dentro qualcosa, e quando andai via da quella portineria mi sentii l’uomo più felice del mondo.

Ricordavo anche di qualche giovane portiere di università che si sbatteva nei bagni qualche alunna universitaria, o i racconti di segretarie di qualche professorone che si trombavano, oppure alla chiusura dell’università qualche portiere vecchio si sbatteva un’alunna in un’aula sopra i banchi di scuola; o che si buttavano dentro gli sgabuzzini per chiavare. E come non ricordare le discussioni del vecchiaccio portiere (sempre di università) che si chiavava le Trans alunne oppure che organizzava orgie con puttanelle che frequentava ? – Io mi sono sempre fatto gli affari miei, sono sempre stato un tipo di uomo riservato al 100%, il lavoro è una cosa e la vita sessuale un’altra, quindi mai in vita mia è passato per l’anticamera del cervello l’idea di spassarmela con le alunne di università puttanelle che volevano divertirsi, sono sempre stato un tipo serio.

Quelle storie e quelle cose che ho notato, mi hanno fortemente scandalizzato da un lato; non pensavo davvero che dentro un’università potessero accadere certe cose, c’è sempre da imparare nella vita, c’è sempre da scoprire in questi 100 anni di vita tra buoni e cattivi tutta la merda che ci circonda per filo e per segno, è davvero incredibile tutto ciò. Che schifo di mondo, certi non riescono proprio a tenere a freno la loro voglia di sesso; e queste puttanelle che accettano di farsi chiavare da vecchiacci di portineria universitaria, non è che siano proprio tanto normali, questo è poco ma sicuro.

Ricordo ancora il corso della Regione Lazio da Tornitore di quando mi trovato nei laboratori (negli anni 90) della scuola, dove venni aggredito da 4 alunni delinquenti: due mi reggevano le braccia dietro alla schiena (uno a destra e l’altro a sinistra) il terzo davanti mi bloccava le gambe, e il quarto (di cui era il più maturo fra tutti, con 5 anni di differenza se non ricordo male) teneva in mano una LAMA (che serviva per limare il ferro a mano libera) puntandomela sotto alla GOLA usando parole tipo: < < dacci tutto quello che hai o ti farò delle cose brutte >> poi non si presero niente, tirarono fuori la scusa che stavano scherzando; ma io la paura me la sono presa comunque, e stranamente quel giorno, non c’era nessuno che controllava l’officina. Non un professore, non un alunno, non un sorvegliante, nessuno, neanche un cane che passeggiava per i dintorni, un vero e proprio schifo.

Al rientro a casa parlai a mia madre dell’accaduto, che subito si precipitò a scuola a parlare con il Preside e il Professore che doveva controllare il laboratorio (e che ne aveva la responsabilità degli alunni) subito tutta la scuola si mise in allarme da questi delinquenti rimproverandoli per l’accaduto. Ma le cose peggiorarono nei giorni e mesi a seguire, soprattutto per le ritorsioni, perché sempre tra quel quartetto di delinquenti ce n’era uno in particolare che mi prese di mira facendomene di tutti i colori; sfottendomi, minacciandomi, non mi restituiva gli oggetti ridendomi in faccia appropiandosene di sua volontà (avevo voglia di spaccargli il muso ma aveva i suo amici intorno e… erano tre contro uno, non mi andava di rischiare) Così persi i miei oggetti personali in modo definitivo, pensando tra me e me: << che schifo di scuola della Regione Lazio >> che schifo quell’epoca che è stata per me di come l’ho vissuta, fate pena scuole di merda senza controllo, meglio le scuole private.

Uno va a scuola per studiare e finisce in mezzo ai delinquenti che ti rovinano la vita. Che vergogna la scuola Italiana, nessun controllo, niente di niente, se ti vogliono far fuori nessuno lo verrebbe mai a scoprire, è un mondo davvero schifoso il nostro sotto certi aspetti; a volte mi vergogno persino di essere un italiano in mezzo a tanta ignoranza e cattiveria.

Si perché ricordo molto bene il loro capo, quello adulto e maturo, che doveva almeno comportarsi dignitosamente bene portando il buon esempio a scuola, dato che era parecchio grande. Guidava l’automobile, era indipendente, in più era proprietario di un motorino, stava bene economicamente rispetto agli altri giovani disoccupati e/o precari che studiavano per diventare meccanici attrezzisti di fabbrica, per lavorare sul tornio, sulle fresatrici, etc.. (anche se non ho mai capito dove rimediava il denaro per potersi permettere tutte queste cose quest’uomo pazzo dato che era disoccupato) e poi lo ricordo come un tipo strano, pericoloso, delinquente a tratti, e parecchio calmo ad altri; non si rivolgeva a me in tono normale, se lo faceva era per minacciarmi continuamente (anche se lo diceva con calma e tranquillità, dopo la lavata di testa che aveva avuto dal Preside e dal Professore per quello che mi era successo da lui. Comunque i professori avevano paura di questo alunno adulto e maturo quasi come loro di età, che però alla fine venne promosso a pieni voti andando a lavorare in fabbrica sul tornio) d’altro canto non riuscivo ad impegnarmi a scuola nello studio, non avevo più voglia di stare li, e ci andavo di controvoglia; fino a che venni promosso con insufficienza. (Come si fa a studiare con gente che per mesi ti minaccia e cerca di rovinarti tra i banchi di scuola ?).

Ricordo ancora uno dei professori che agli esami mi disse, con aria da sarcasmo negativo e da presa per il culo: << Allora M. che vogliamo fare ? questi esami li vuoi fare o te ne vuoi andare a casa ? >> mentre sogghignava fissandomi negli occhi, mi sono sentito distrutto moralmente; volevo andarmene via perché non mi sentivo apprezzato per le mie qualità e ne tanto meno integrato, ed è qui che mi resi conto che la mia vita sarebbe stata difficile per il mio carattere sensibile e timido.

Comunque alla fin fine che me ne fregava.. Come facevo a studiare ed impegnarmi in una scuola dove sono stato continuamente aggredito per 1 anno da 4 delinquenti anche con una lama sotto alla gola ?

Finisco con il dire che me la sono vista brutta in tutti questi anni di vita, ed ora eccomi qui a raccontare la mia vita passata in negativo. Che sia una lezione di vita per tutti quelli che passano per il mio Blog e che non lasciano nemmeno un commento per esperienze simili alle mie. Grazie a tutti. Distinti Saluti!

Transitalia

Riporto le Parole di una persona di mia conoscenza che va a Transessuali.

<< Oggi voglio proprio sfogarmi, dirne di cotte e di crude sul mondo transessuale in Italia, gli uomini che le frequentano non sono molto intelligenti, ma bensì parecchio prevenuti, come per alcune transessuali. Inoltre riconosco che (sempre parlando dell’argomento trans in Italia) verso il prossimo, sono chiuse al dialogo ma non al sesso.
Io non ho ancora capito in che cavolo di paese viviamo, siamo circondati da un mondo di gente stronza, questo non è un paese dove si possa socializzare normalmente, questa è una nazione di Prevenuti contro l’umanità stessa; gente delinquente che ti prende di mira, prima sfottendoti screditandoti e schernendoti, (soprattutto poi se la pensi diversamente da loro) e in secondo luogo ti ignorano completamente; mentre se gli parli di sesso, subito si rendono affabili e disponibili a prendere il tuo arnese a gambe aperte. Insomma, in poche parole il mondo Trans e gli uomini che ci vanno; vengono classificati da molta gente dei porci con le ali e dei vigliacchi. >>

Il mondo dei porci e dello squallore è proprio quello mercenario transessuale, fortuna che sul pianeta esistono anche persone per bene che non si prostituiscono, non tutto è oro quel che luccica ovviamente; però va anche detto, che tra buoni e cattivi, il bene esiste eccome, ad esempio come per la gente tranquilla e non sporcacciona, anche tra persone transessuali.

E’ bene imparare a distinguersi dal marcio e putrido, al bello e vigoroso, senza giudicare troppo i pettegolezzi e le chiacchiere di chi la pensa così verso il transessualismo, invece ci sono proprio molte trans che vivono (guarda un po’) una vita più che normale senza prostituzione; e chissà quanti ne avremmo visti per la strada pur non sapendo che erano Transessuali.

Meditate gente, meditate su quanto scritto. Distinti Saluti!

Il vero Uomo è colui che

Brevemente debbo ammettere la donna che frequenta la rete internet ha seri problemi ad accettare il suo corpo per quella che è (rispetto alla donna che vive al di fuori di internet estranea alla tecnologia) la donna del web se pelosa sulle braccia o sotto le ascelle, si crea mille e più problemi ad accettare la sua natura di donna perché frequenta forum e chat o blog che la condizionano psicologicamente a seguire pensieri e comportamenti sbagliati della gente (o di quegli uomini) che non sanno guardare oltre il pelo di per se; e che si creano infiniti problemi ad andare con le donne.
L’uomo vero che si rispetti ama la donna pelosa per come natura l’ha creata (proprio come un tempo) il vero macio è colui che la donna l’ama con tutto se stesso, è colui che ama il pelo della donna, il cervello, la mente, il carattere, il corpo, e non si crea problemi per due peli sulle braccia in più o in meno della donna; perché il giorno in cui l’uomo (con la U maiuscola) si dovesse porre dei problemi, sarà il giorno in cui non andrà più con nessuna donna; e questo non deve accadere. Basta con i problemi psicologici, fate i veri uomini.
Se sei Uomo devi proteggere la Donna, devi amarla, devi dimostrare che sei un Uomo con le PALLE e non un COGLIONE, devi affrontare la vita a testa alta di fronte alle difficoltà, dei dimostrare alla Donna che sei forte e potente (per usare un eufemismo) che sai come rimorchiarla con la dolcezza e l’onestà, che sai essere leale e rispettoso nei suoi confronti; e che allo stesso tempo sai essere anche Uomo coraggioso e senza paure infantili, adulto e maturo, senza prendere di petto nessuno per dimostrare davanti a lei che sei abile a proteggerla dai pericoli; ma che sai evitare la gente pericolosa con le giuste parole tenendo la tua lei lontana da eventuali guai.
Usare il cervello anzi che le mani è da persone intelligenti, ma se proprio si dovessero subire aggressioni fisiche ovvio che per legittima difesa bisogna difendersi in qualsiasi modo chiamando subito anche e soprattutto le autorità.

Buona Estate 2015 a voi tutti che seguite tutto ciò che fa notizia Blog

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Basta Videogiochi a 40 anni

Salve a tutti, ormai come avrete notato non scrivo più molto come prima di post in post, causa problemi agli occhi che mi sono venuti dopo anni di utilizzo del computer (ho iniziato nel 1982 ad appassionarmi del commodore64 per poi seguire tutta una serie di computer successivi), vuoi per problemi inerenti alla mia famiglia (un padre alcolista e matto che non ragiona più e dimentica tutto ogni parola che gli si dice), vuoi per la depressione che sto vivendo da 9 anni a questa parte, vuoi una serie di altri eventi negativi nella mia vita, vuoi per le miodesopsie che mi infastidiscono quando sto al computer; insomma… In poche parole alla fine ho preferito staccare la spina e dire basta al PC (Personal Computer).

Ho nel PC installati un po’ di vecchi giochi (retro-games: avventure grafiche, strategici, manageriali e via dicendo) ma non li gioco più, se lo faccio è solo raramente (mi annoiano molto) e quando mi capita di giocarci sento dentro me una sorta di malinconia e depressione a livelli imperscrutabili, perché sono giochi molto vecchi che risalgono al 2003 (quando avevo 28 anni di età).
Erano altri tempi, più giovane, in forze, lavoravo come impiegato ASL e psicologicamente stavo meglio (mentre mio padre non era malato come oggi), così quando gioco a questi vecchi videogames mi sento ancora più depresso di ora, mi smontano molto psicologicamente.

Tra i miei preferiti che ogni tanto in modo raro li rigioco sono: Space Colony (gioco manageriale dove lo scopo è quello di costruire una colonia spaziale per poi difenderla da eventuali attacchi alieni) SimCity4 (Fare il sindaco di città, costruire strade, zone residenziali, industriali e commerciali, amministrare tasse e via dicendo, non c’è guerra ma solo costruzione di città) Command&Conquer3 Tiberium Wars (vecchio videogioco strategico dove lo scopo è quello di distruggere il nemico, la visuale è in stile Risiko con la mappa dall’alto, ma volendo è possibile anche zoommarla o ruotando la mappa per 360 gradi, così da osservare le zone nascoste dietro alle colline o montagne) Tropico4 (vecchio gioco di edificazione città in un’isola tropicale molto simile a SimCity4) e qualche avventura di Benoit Sokal e altri.. Nel complesso mi sono scocciato di giocare al computer da solo come un cane.

A 40 anni di età compiuti il primo maggio 2015 sento la necessità di una compagna, ho tanto bisogno nella mia vita di una donna che mi capisca, mi mancano gli abbracci, i baci, le carezze, il profumo di lei, la sessualità, le coccole, queste forme di affetto e tenerezza che sono al compiacimento del rapporto di coppia sono assenti nella mia vita, mi fa soffrire tantissimo il fatto di non avere una compagna con cui parlare di tutto e condividere le cose assieme. Ricordo ancora sotto Agosto del 2014 con Anna (conosciuta nella Regione Abruzzo) lei Rumena dopo 4 giorni di conoscenza siamo finiti entrambi a letto, ma non fu Amore solo una semplice Avventura, però mi piacque molto e scoppiai in lacrime tra le sue braccia come un bambino (me lo ricordo ancora come fosse ieri) quando mi disse perché stavo piangendo, io risposi: < < perché era da tanto che non ricevevo più un abbraccio e una carezza, mi mancava molto >>.

Se debbo essere sincero tante cose non vanno più nella mia vita, ho smesso persino di lavorare con internet, mi sono parzialmente ritirato dal web, troppe truffe informatiche, troppa gente cattiva e malavitosa sul web pronta a fregarti in qualsiasi momento, è tutto troppo difficile, non è più come un tempo che era molto più semplice lavorare online; più andiamo avanti e più diventa complicato; quindi… Ma chi me lo fa fare a buttare i miei soldi e il mio tempo con la rete internet ? – Buon Proseguimento di giornata!

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