Ho riscoperto la gioia di andare al parco in mezzo al verde natura.

E’ da un pò di giorni che ho riscoperto il piacere di andare al parco sdraiato su una panchina sotto l’albero, rilassandomi nel verde del Parco della Caffarella di Roma (uno dei più grandi e immensi parchi della capitale Romana, per maggiori info clicca questo il link) nel silenzio assoluto, guardando ogni tanto qualcuno che corre, che va in bicicletta sui sentieri del parco, qualcun’altro che si siede nella panchina affianco a quella dove mi trovo io (mentre sono a occhi chiusi e supino li sento conversare fra loro) guardando nello stesso tempo il bellissimo prato verde, e l’albero ramificato pieno di rami e di foglie verdissime, ma di un verde rilassante ai miei occhi che si trova sopra di me.


Che bello il parco, ma preferisco andarci di giorno o la mattina, perché la sera comincia a diventare un pò pericoloso, anche se non manca il “guardia parco” che fa la ronda con l’automobile, anche se il parco è bello quando c’è il sole, è meraviglioso.

Adorabile fare il “pic-nic” sul prato verde, portarsi un libro da leggere, rilassarsi lontano dalla città inquinata, lontani dal traffico delle automobili e dai clacson, dai rumori delle motociclette, dalle sirene delle ambulanze o macchine delle forze dell’ordine, dalle lamentele della gente incazzata, lontani dai palazzi della città di Roma, dal cemento, dall’asfalto, dalle mura, dalla tecnologia dei computer, dalla folla, dai vicini stronzi, dagli inquilini del condominio che rompono il cazzo, e da tutta una serie di amenità assurde che non ti fanno vivere bene.

Che bella la tranquillità, mi ritempra la mente, e poi ho notato che il prato mi distende i nervi, mi rilassa, non lo sò… Mi sento bene, infondo infondo ma che cazzo me ne frega di tutto quanto, quando sto al parco della caffarella me ne frego di tutto, e penso a buttarmi tutti i problemi alle spalle della città, penso solo a rilassarmi e stare bene, per i fatti miei per l’appunto.

E proprio ieri sabato “7 settembre 2013” due ragazze sedute su una panchina chiacchieravano fra loro del più e del meno, sparlando male della città di Roma e dei romani.

Dicevano di non riuscire a sopportare il dialetto romanaccio sul posto di lavoro, che odiavano i romani (però lavorano a Roma ma guarda un pò) che gli danno fastidio i romani (ci vivono pure nella capitale). Non Stavo sdraiato sulla panchina ad ascoltare i cazzi degli altri, stavo per i fatti miei e ho udito per caso la loro conversazione sulla panchina adiacente alla mia; tutto qui.

Ma io dico: ma se ti danno tanto fastidio i romani e la città di Roma, ma ritornatene nella tua città, no ?

Sta “BURINA” – Però come ce vieni a Roma a cercà lavoro e a toglierlo ai romani è ???

La gente che parla così la detesto, parlano di “odio” verso la nostra città, però nello stesso tempo ci lavorano e si pigliano lo stipendio di fine mese; invece di ringraziare DIO che hanno un posto di lavoro, si permettono di giudicare e condannare il prossimo; ma che vadano all’inferno tutti quelli che la pensano come quelle due stronze là.

Non c’è più tolleranza in Italia, o forse non c’è mai stata nei confronti di altre persone che vivono dislocate per la nostra Nazione, c’è sempre qualcuno che odia qualcun’altro su questo mondo.

Aveva ragione GANDHI quando disse queste parole che ho riportato qui sotto: 

Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato. In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un’amorevole capacità, una chiara intuizione e un’assoluta tolleranza. – Gandhi –

E’ così che fanno i BURINI che odiano Roma e i cittadini Romani, vanno a lavorare nei posti fissi della capitale romana, mentre i veri Romani sono disoccupati e/o precari, per poi criticare, criticare, criticare e non rispettare mai il prossimo, alla fine si rivelano delle BURINE, cafone, ignoranti e intolleranti che non sanno vivere la VITA.

Stanno bene fra loro, fra BURINI e persone ACIDE; si fanno una buona compagnia.

Comunque tornando al discorso del Parco della Caffarella, se non ci siete mai stati, almeno per una volta nella vita, invito ad andarci.

Buona Giornata a tutti voi.

CIAO !!!

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